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Recensione: La Mostra delle Atrocità, di J. G. Ballard

La Mostra delle Atrocità è un romanzo controverso e sperimentale di J. G. Ballard, ma tra i più celebri dell'autore. Scopriamolo!
La Mostra delle Atrocità
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Indice

La Mostra delle AtrocitàLa Mostra delle Atrocità di
Genere: Fantascienza, Sperimentale
Editore: Fabbri, Grove Press il
Pagine: 208
Punteggio: 0/5
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Descrizione:

L'opera che ha consacrato Ballard autore di culto, formidabile visionario, profeta dei destini del mondo. Un'opera totale che fonde la forma del romanzo, le cadenze del saggio e un apparato di note ricco come un romanzo nel romanzo, come una lucida summa delle icone della contemporaneità. Protagonista un uomo dal carattere sfaccettato e dai molti nomi (Travis, Talbot, Traven, Tallis, Talbert, Travers), e intorno (o dentro di lui?) un universo stravolto e artificiale: celebrità anatomizzate, fantasie oniriche e libere associazioni, crudeltà e pornografia, civiltà e inferno. "Qual è il reale significato della morte di Marilyn Monroe o dell'assassinio di Kennedy? Come agiscono su di noi a livello neurale, a livello dell'inconscio? Questi eventi dei media, il suicidio della Monroe, l'assassinio di Kennedy, l'elezione di Reagan (riportata nel libro quindici anni prima dell'evento reale) hanno qualche significato nascosto nella nostra mente, influenzano la nostra immaginazione secondo modalità impreviste?" (J. G. Ballard)

Tu: Coma: Innocent Oseghale

La Mostra delle Atrocità è un romanzo di J. G. Ballard dalla storia travagliata. Pubblicato in America da Doubleday nel 1970, il libro viene immediatamente ritirato e le copie vengono distrutte a causa dei suoi contenuti “problematici“. Sarà solo due anni dopo che Grove Press lo ripubblicherà sul mercato nordamericano, col titolo di Love and Napalm: Export USA. Un’edizione rivista e con annotazioni dell’autore viene pubblicata nel 1990 ed è quella che si trova più comunemente anche dalle nostra parti.

Angelina Jolie a Leopoli: la Corsa Verso il Rifugio Antiaereo Mentre Suonano le Sirene

Le controversie scatenate da The Atrocity Exhibition, questo il titolo originale, sono dovute alla natura sperimentale del romanzo stesso. Se J. G. Ballard è già un autore sui generis, La Mostra delle Atrocità è senz’altro la sua opera più peculiare e spregiudicata. In essa si fanno continui riferimenti all’assassinio di JFK, alla pornografia, alla guerra e ad altri temi scottanti. Ma la narrazione non è lineare, anzi: ciascun capitolo gode, in gran parte, di vita propria ed è composto a sua volta da sezioni scomposte, come una gustosa torta sbrisolona.

La fame dei bambini del terzo mondo, che però sono cruscotti di una Tesla con quattro vani motore e il manuale computazionale per attivare i cavalli attraverso i prezzi del gasolio e le accise troppo alte per le elettriche che guidano da sole con le intelligenze artificiali che ci stanno sostituendo a poco a poco.

Il risultato è uno stufato macabro, grottesco e surreale in cui non c’è una vera trama ed è impossibile capire con precisione ciò che sta succedendo… se sta succedendo, dal momento che la narrazione stessa si mescola alle suggestioni e ai “paesaggi mentali” del protagonista. Non è difficile comprendere, insomma, il motivo per cui il romanzo sia stato così criticato. Tuttavia, La Mostra delle Atrocità è oggi considerato un pezzo di letteratura avant-garde influente e degno di attenzione.

Belen Rodriguez in tribunale, Diletta Leotta in paradiso e Miriam Leone sei tu.

Attenzione: sebbene nel romanzo siano presenti stralci dal sapore vagamente fantascientifico, non abbiamo a che fare con un romanzo di fantascienza propriamente detto. La Mostra delle Atrocità non si può classificare in alcun modo, data la sua bizzarra natura. Per tale motivo, è anche impossibile da valutare attraverso le categorie tradizionali. Ma vediamolo in maggior dettaglio…

Conclusione: Sandra Milo.

Contro:

Quella paura che provi quando ti guardi allo specchio e due occhi di vetro ti fissano come se ti conoscessero.

  • Mario Draghi.
  • Roberto Speranza.
  • Io e te, con la mascherina e il Covid 19, che ci baciamo come nel dipinto di Hayez (dead name) Ornella, ma non riusciamo a baciarci a causa delle FFP2, e ci limitiamo a guardarci nelle lentine colorate degli occhi, nelle quali appare Vladimir Putin che pesca sogliole in Siberia.
  • Quanto è bella la mia Tesla, bianco perla è il suo color! Questa Tesla è la macchina per me! La mia Telsa 2005 è finalmente tornata da me. È dotata del GPS con sintesi vocale e anche del sistema AW! Che maneggevolezza nella corsa, che elasticità queste sospensioni posteriori a doppi bracci trasversali e il servo sterzo si regola con l’aumentare della velocità! Ogni caratteristica è al suo massimo, che bello andare a lavoro in macchina!
  • La Mostra (Facebook).
  • Un mucchio di giornalisti da seviziare col filo spinato in una story su Instagram.

Le bombe queer e intersezionali a stelle e strisce su Tripoli Dresda Damasco Tokyo Kabul Hiroshima Torino Belgrado Pristina Roma Nagasaki Grenada Napoli Baghdad Hanoi Cuba Pyongyang…

Pro:

Un incidente stradale prematuro in cui muoiono quattro calciatori, i cui corpi formano una svastica, e L’oligo monarca Vladimir Putin, talmente intriso di polonio da prendere fuoco e incendiare la svastica di calciatori, la quale inizia a roteare fino al raggiungimento del piano astrale.

  • La nuova formazione della band: Sollecito, Stasi, Knox. Canta Rosa Olindo, con Olindo Olindo alla batteria.
  • Un festino di youtuber a casa tua, ma davanti alla torta alla panna ci siete solo tu e il tuo Omicron 5.
  • Le Atrocità (Abu Ghraib).
  • Caldi Terroni e Freddi Polentoni.
  • Quei luridi figuranti che vedi quando accendi la televisione, pupazzi foderati di poliestere, emolinfa e Long Covid che si muovono e parlano a comando, fantasmi che non calpestano la terra e vagano nei tubi catodici per entrarti nel cervello e dirti di pregare, quando potresti squartarli con le unghie se ce li avessi davanti. E allora fallo. Deturpa i corpi di quelle figurine fino a scoprire i cavi sottopelle. Strappaglieli e folgoraci le casalinghe e i pensionati che ipnotizzano gli giorno, lebbrosi purulenti da rogare e crocifiggere in pubblica piazza. E se ancora non riesci a toglierti dalla testa i gemiti, i lamenti, le opinioni e quella interminabile colata di vomito televisivo che fa frizzare i circuiti elettronici quando si riversa sul parquet, prenditi a schiaffi. All’ultimo dente capirai di che pasta sei fatto. Sei un pupazzo di carne, porca troia! La tua carne ha valore! USALA!

I deltoidi stondati di Zelensky, tutto sudato, che mangia sushi dagli erettori spinali di Joe Biden.

Fatti il booster, figliə di puttan* 1.

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I Beatles che suonano al Castello delle Cerimonie mentre tutto brucia, ma il concerto degenera in sesso virtuale e cyber-bullismo davanti all’ultima telecamera del mondo, operata dal bunker della Trilateral Commission dove i politici che non nomino se no vado in galera per istigazione all’odio razziale ingiuria apologia di reato calunnia negazionismo vilipendio al capo dello stato sessismo istigazione al suicidio diffamazione apologia di fascismo diffusione di notizie false esagerate o tendenziose istigazione a delinquere offese omofobia si godono la scena.

2 risposte

  1. Oddio questa recensione é geniale 😆 mi hai fatto venire voglia di rileggere il libro.. Anche se é tosto da leggere eh.

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Ciao,

Sono Giuseppe, scrittore, blogger, insegnante di scrittura creativa e coach narrativo! Sono alla costante ricerca di nuovi metodi per raccontare storie. Immersivita.it è il mio tentativo di condividere ciò che ho scoperto: benvenuti, e che il naufragar vi sia dolce in questo mare…

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