Ciao Mely e Alastor, presentatevi ai lettori di Immersività.

  • L.A. Mely: Buongiorno a tutti ragazzi e grazie per il tempo a me concesso.
    In primis io sono una ragazza nata alla fine degli anni ’70 cresciuta negli anni ’80 e rimasta profondamente legata a quel periodo della mia vita. Sono una sognatrice, sono una aspirante scrittrice che ha rinunciato al suo sogno a 20 anni, a causa di pessimi consigli, che ha ritrovato il sogno nel cassetto e, tolta la polvere in eccesso, non vuole lasciarlo mai più.
  • Alastor Maverik: Ciao a tutti. Alastor è il mio pseudonimo. Un nome d’arte che mi porto appresso da prima ancora che Malocchio Moody combattesse i mangiamorte nella saga del maghetto più amato del mondo. Ho 36 anni, sono sposato e ho un bimbo piccolo di nome Martin. Nella vita faccio l’operaio metalmeccanico ma sotto sotto sento di dover ascoltare la vocina interiore che mi spinge a raccontare storie. Sono un appassionato di Steampunk. Tutto quello che riguarda questa corrente culturale scatena la mia più profonda curiosità e mi dà ispirazione per le mie future opere. Mi piace scrivere, inventare, progettare, costruire. Tutto quello che richiede l’uso di testa, inventiva, capacità di risolvere i problemi, pensiero laterale mi affascina.

Da quanto tempo scrivete e come avete iniziato?

  • L.A. Mely: La scrittura credo sia parte di me da sempre. Sono sempre la stessa che ero da bambina, passano gli anni ma sono sempre la stessa che si inventava le favole da sola e che ha cominciato a scriversele perché, tra quelle narrate da altri, non vi era nulla che mi consentisse di fare i viaggi e vivere le avventure che fluttuavano nella mia mente.
  • Alastor Maverik: In realtà ho sempre amato scrivere. A scuola credo che la mia strada si fosse delineata già dai primi anni delle superiori quando i voti migliori sbocciavano proprio in italiano e in generale nelle materie umanistiche. Ma come spesso accade non ho mai provato ad intraprendere questa carriera, probabilmente per paura. Ci vorrà altro tempo indubbiamente ma ora so che la mia strada è questa.

Che tipo di scrittori siete? Seguite delle regole particolari quando scrivete?

  • L.A. Mely: Sono una aspirante scrittrice che vive di puro istinto. Il mio modo di raccontare mi piace definirlo “per immagini” perché il mio intento è quello di consentire al lettore di vedere quello che legge. Io cerco sempre di pormi delle regole, il mio co-autore ci prova in continuazione, ma la mia mente è un mondo a parte. Ci sono tante storie che navigano come barche in un oceano sconfinato: spetta a me trovare loro un porto ma la loro richiesta di attracco è continua e imprevedibile.
  • Alastor Maverik: Come scrittore (non amo definirmi ancora tale poiché sono ancora all’inizio della mia possibile carriera editoriale. Direi più un apprendista scrittore) sono metodico, rigoroso, alla continua ricerca della coerenza. Anche se mi trovo a dover descrivere situazioni surreali o tecnologie mai esistite devo comunque riuscire a instillare nel lettore il pensiero “wow! Esiste davvero? Si può fare?”

I vostri generi letterari preferiti?

  • L.A. Mely: Partiamo dal presupposto che io sono dislessica ma l’ho scoperto in età adulta, per cui sono stata una bambina con seri problemi dell’attenzione che si aggrappava solo ed unicamente a quelle trame capaci di afferrarla e trascinarla nella storia dalla prima lettera all’ultimo punto. Posso tranquillamente dire di aver letto quasi tutti i generi (l’erotico no, quello proprio non è nelle mie corde), ma quelli in assoluto più affini ai miei gusti sono quelli con una trama avvincente, con protagonisti appassionanti, con insegnamenti finali capaci di lasciarti la necessità di approfondire e trovare altre storie per continuare lo stesso meraviglioso viaggio.
  • Alastor Maverik: Amo le detective story dalla struttura classica come quelle di Agatha Christie e di Arthur Conan Doyle. Inoltre adoro le stupefacenti capacità descrittive di Charles Dickens. Intendiamoci, leggo anche molte altre cose, sono particolarmente eclettico. Ma se parliamo di ciò che mi è rimasto davvero in testa e nel cuore la risposta è quella.

Cosa amate della narrativa?

  • L.A. Mely: La narrativa la amo quando è in grado di emozionarmi e di lasciarmi un insegnamento che duri anche dopo che ho chiuso il libro che ho letto. Narrare deve voler dire aprire la finestra della mente e consentire di spiegare le ali e volare.
  • Alastor Maverik: Della narrativa adoro… Trovare risposte. Ogni cosa raccontata da chiunque contiene un’esperienza. Un percorso fatto dal protagonista o dai protagonisti che porta a una crescita, un cambiamento. Che egli affronti pene d’amore o un lutto o la ricerca di qualcosa, sono sempre esperienze che qualcuno ha vissuto e possono essere d’aiuto a chi ci deve ancora passare o sta vivendo lo stesso tratto di strada nella vita. Se avete un problema, potete stare sicuri che qualcuno lo ha avuto prima di voi e probabilmente ne ha scritto qualcosa. Leggete amici miei. Leggete.

Parlateci di un vostro romanzo.

  • L.A. Mely: Il progetto “SteamBros Investigations” è nato inizialmente come trilogia, ma più passa il tempo più abbiamo il sentore che abbia il potenziale di diventare una saga. Parlo al plurale perché l’opera è scritta a quattro mani, le mie e quelle del mio migliore amico e co-autore Alastor Maverick.
    Il genere della nostra saga è una scommessa che speriamo colga nel segno, perché è un genere amatissimo all’estero ma ancora troppo di nicchia in Italia: Il Giallo investigativo vecchio stile in chiave Steampunk.
    Abbiamo una trama del tipico giallo classico alla Sir Arthur Conan Doyle, con un caso da risolvere e chi investiga che deve svelare il mistero. Ci sarà un caso risolto, alla fine di ogni romanzo, ma resterà vivo un filo che unirà tutti gli episodi tra loro. Alla fine di ogni capitolo c’è una frase che prende per mano il capitolo successivo e, quando ci troveremo a fine romanzo, quella mano resterà tesa ad afferrare il primo capitolo dell’episodio successivo.
    L’ambientazione è particolarissima, perché non è semplicemente la fumosa e gotica Londra Vittoriana che in tanti hanno già narrato. I nostri fratelli Hoyt vivono in quella realtà alternativa che solo il mondo dello Steampunk sa creare. Una realtà parallela, a tratti magica a tratti mistica, che si muove su un solo ed unico interrogativo: “Come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima?”
  • Alastor Maverik: Fino a ora ne ho scritti due soltanto e sono parte di una trilogia. Si tratta di gialli dalla struttura classica ambientati in epoca vittoriana e narrati in chiave steampunk. Una fusione particolarmente difficile poiché prevede l’inserimento di tecnologie anacronistiche che possono cambiare la storia in un periodo storico che in realtà è già passato e di cui tutti conosciamo l’evoluzione degli eventi. Come sarebbe stato il passato se il futuro fosse avvenuto prima?

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Cosa ne pensate dello stato della letteratura e dell’editoria in Italia?

  • L.A. Mely: Sono molto rattristata e rammaricata da come la cultura, in questi anni, sia stata ostacolata e minacciata dall’inesorabile avanzamento della tecnologia. Una volta i bambini leggevano libri, sognavano, viaggiavano in mondi magici e misteriosi che consentiva alle loro menti di espandersi fino all’inverosimile. Oggi passano sempre più tempo di fronte a tv, videogiochi e telefonini. Anche gli adulti hanno sempre la testa piegata sui cellulari. Fino a qualche anno fa i mezzi pubblici, le sale d’attesa, i parchi…erano tutti un tripudio di libri aperti e menti proiettate verso realtà parallele meravigliose. Oggi ci si annulla in sogni di altri creati da altri e la difficoltà di imbattersi in realtà editoriali serie e affidabili è talmente difficile che invece di migliorare la situazione peggiora. Tanti veri talenti rinunciano perché si imbattono in editori, o pseudo tali, poco seri. Tanti potenziali talenti rinunciano e fanno altro relegando il sogno in un cassetto polveroso da cui non uscirà mai più.
    Un po’ tutta l’arte, purtroppo, viene trattata come se fosse un’inutile perdita di tempo. E dire che l’arte è l’ossigeno della vita di tutti.
    Pablo Picasso un giorno affermò: “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”
    Cresciamo i nostri figli con la filosofia che l’arte non è un passatempo. Consentiamo ai nostri figli di scoprire qual è la loro arte e di inseguirla, raggiungerla e afferrarla. Insegniamo ai nostri figli a sognare, a credere nei loro sogni e a non consentire mai a nessuno di impedire loro di sognare.
  • Alastor Maverik: Sono ancora troppo “giovane” per avere un quadro completo. Ho fatto solo questa esperienza che per il momento è stata gratificante nonostante la piccola fetta di mercato che abbraccia il genere di nicchia scelto. Ho seguito alcune regolette non scritte “standard” e finora, nonostante i sacrifici (in termini di tempo) e il duro lavoro, non è andata poi tanto male. Quello che penso in generale è che questo mondo è pieno di avvoltoi e di squali. Tutti vogliono emergere. Sia gli autori che gli addetti ai lavori. Per questo motivo si creano situazioni in cui erroneamente si ritiene più importante apparire che avere realmente le competenze per spiccare su tutti. Ho letto bestsellers che mi hanno fatto accapponare la pelle. E qui però parliamo di competenze tecniche. Se poi questi scrittori sono in grado di evocare emozioni forti e a spingere il lettore a volerne ancora bravi loro. Il punto è che a questo bivio dovremmo chiederci cosa vuole veramente un lettore.

Ultima domanda: spiegate ai lettori perché dovrebbero leggere proprio voi, in un mare di autori.

  • L.A. Mely: Credo che a questa domanda dovrebbero rispondere i lettori. Io penso di metterci cuore e anima in tutto quello che scrivo. Ci metto impegno e studio, per trovare veridicità che consentano al lettore di entrare nella storia e vedere quello che sta leggendo. Io ci metto tutta me stessa per provare a creare sogni che consentano al lettore di volare via. Il Lettore è pronto a fare un biglietto per le avventure che voglio raccontare?
  • Alastor Maverik: In realtà il nostro progetto a quattro mani nasce anche per divulgare il genere steampunk in Italia dal momento che sembra essere in continua crescita grazie a eventi sempre più numerosi presenti sulla nostra penisola. Se siete curiosi di conoscerlo senza troppi scossoni i nostri romanzi sono ciò che fa per voi. Dal primo titolo c’è un’immersione graduale nelle atmosfere steampunk della Londra vittoriana che vedrà la sua apoteosi nel terzo volume al momento in lavorazione. Siete appassionati di steampunk e delle atmosfere gotiche di fine 1800? Leggete SteamBros Investigations. Non sapete molto di questi argomenti e volete approfondire? Leggete SteamBros Investigations. Vi piacciono i gialli vecchio stile? Leggete SteamBros Investigations. I motivi sono davvero tanti e probabilmente tutti identici a quelli che potrebbero propinarvi altri autori. La realtà è che noi scriviamo per passione e che il denaro che deriva dalle vendite ci serve solo per continuare a dedicarci alla formazione e al miglioramento dei nostri testi. Il consiglio che mi sento di darvi è semplicemente quello di LEGGERE. Non importa se leggete un nostro romanzo o quello di un altro autore. Leggete. È il vostro asso nella manica, credete a me.

Salutate i lettori di Immersività!

  • L.A. Mely: Vi ringrazio immensamente per aver passato con me qualche minuto del vostro tempo. Trovate me, il mio co-autore Alastor e tutto il nostro mondo tra inchiostro e vapore nei nostri romanzi o su facebook, sulla pagina “Alastor e L.A.Mely Autori”.
    La biglietteria è aperta, volete partire per uno dei nostri viaggi? ;-)
  • Alastor Maverik: Un saluto sincero a tutti i lettori di Immersività e un augurio di una buona lettura a tutti coloro che sceglieranno di seguire il mio consiglio di cui sopra. Ringrazio per il tempo che mi avete dedicato e vi invito a seguire le nostre avventure sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/AlastoreLaMelyAutori/

Il Palombaro

Il Palombaro = Giuseppe Chiodi. 1992. Napoli. Nel 2009 termino il mio primo romanzo e seguo il corso di narrativa di AgenziaDuca.it, che accende il mio interesse per l'argomento. In seguito, conseguo un certificato C2 di Cambridge English e lavoricchio come traduttore freelance (inglese - italiano). Ma ho poca fortuna. Continuo a scrivere.
Seguo, nel 2016, il corso "Lavorare in Editoria" dell'agenzia letteraria Herzog, e collaboro per alcuni mesi con la casa editrice Tullio Pironti di Napoli. Nel frattempo, scrivo un gran numero di racconti (buona parte inviati a concorsi letterari) e un nuovo romanzo, Cuore di Tufo, in uscita per Dark Zone edizioni.
Perché il Palombaro? Perché esplora nuovi mondi, come l'astronauta, e allo stesso modo indossa uno scafandro che ne annulla la personalità. Il Palombaro diventa un simbolo di mistero e di scoperta, ma nel nostro stesso mondo. L'immersione equivale alla totale immedesimazione nelle nostre azioni e all'esclusione di tutto il resto. E poi, adoro il mare!

*L'immagine dell'avatar appartiene a http://danstender.deviantart.com/ *