Ciao Francesca, presentati ai lettori di Immersività.

  • Francesca de Angelis: Ciao Giuseppe e ti ringrazio tantissimo per avermi voluto dare spazio in questo tuo bellissimo blog. Complimenti ancora per i tuoi risultati in campo letterario. Allora, io mi chiamo Francesca, ho 27 anni e vivo a Roma. Scrivo da quando avevo 6 anni e il mio primo racconto narrava di una bambina di nome Guendalina (caspita, mi ricordo ancora il nome, chissà perché però non ho la stessa memoria da elefante quando si tratta di studiare per gli esami all’università XD), che perdeva la sua cagnolina e poi la ritrovava miracolosamente. Oltre a scrivere mi piace un sacco anche leggere, disegnare, cucire e guardare anime alla televisione, possibilmente tutti e quattro insieme XD. Amo molto gli animali e nel mio piccolo cerco di aiutarli e di prendermi cura di loro. Adoro anche i film in bianco e nero, tant’è che da piccola volevo fare l’attrice. Faccio anche cosplay e mi sto per laureare di nuovo. Sono un po’ maschiaccio, non mi trucco quasi mai e la mattina mi pettino passandomi le dita fra i capelli XD. Tuttavia, vado matta per l’età vittoriana, un periodo che mi affascina da sempre un po’ perché è stato un periodo molto controverso, un po’ perché fu in età vittoriana che venne alla luce il mio libro preferito, ovvero “Cime Tempestose”.

Da quanto tempo scrivi e come hai iniziato?

  • Francesca de Angelis: Scrivo da quando avevo sei anni. Io non ho avuto una vita facile. Mia nonna e mia zia, che mi avevano cresciuto, se ne sono andate quando avevo 9 anni, entrambe per colpa di un tumore. Ero molto depressa, mi sentivo alla deriva e non sapevo cosa fare. Poi il giorno del mio decimo compleanno ho ricevuto un regalo davvero speciale, che cambiò per sempre il corso della mia esistenza. Si trattava del terzo libro della saga di “Harry Potter” della scrittrice inglese J.K. Rowling. Leggere di quel maghetto così coraggioso mi dava forza. Crescendo, feci qualche ricerca sulla Rowling e scoprì che anche lei aveva sofferto di depressione. Aveva usato la scrittura come terapia e così ho pensato che potevo provare anch’io. Per me scrivere è la cosa più bella e magica del mondo. Mi permette di allontanarmi dalla realtà e dai suoi dolori e catapultarmi in un luogo in cui posso esprimermi e sfogarmi a modo mio.

Che tipo di scrittore sei? Segui delle regole particolari quando scrivi?

  • Francesca de Angelis: Regole particolari no. Diciamo che ho uno stile tutto mio e che è stato più volte descritto come particolare. Le mie storie non sono allegre, di solito tratto sempre temi impegnati e difficili da affrontare, ma cerco di stemperare un po’ i toni usando l’ironia e il sarcasmo.

I tuoi generi letterari preferiti?

  • Francesca de Angelis: Mi piace molto il fantasy, ultimamente sto cercando di finire la serie de “Il Trono di Spade” che amo davvero tanto (anche perché ho una cotta per Jon Snow, però non dirlo in giro XD). Poi vado pazza per i classici, come appunto “Cime Tempestose” che è il mio libro preferito; da ragazzina inoltre, mentre tutte le mie amiche erano patite di Twilight, ho preferito leggere “Mille Splendidi Soli” di Khaled Hosseini. E’ uno scrittore a dir poco superbo e consiglio vivamente la lettura dei suoi straordinari romanzi. Grazie ai suoi libri, ho imparato tantissime cose sulla storia dell’Afghanistan che non conoscevo.

Cosa ami della narrativa?

  • Francesca de Angelis: La capacità di trasportarti altrove, di staccare la spina dal mondo reale e di vivere mille avventure pur rimanendo fermo. E poi, nella maggior parte dei casi, credo che si capiscano moltissime cose di una persona leggendo i suoi scritti.

Parlaci di un tuo romanzo.

  • Francesca de Angelis: “Cenere sulla Brughiera” è stato definito spesso come un libro particolare e altamente visionario. E’ ispirato in parte a “Cime Tempestose” di Emily Bronte, in parte al film “Il Corvo”. Narra le vicende di Catherine, una ragazzina inglese che dopo una serie di sfortune familiari e non, si ritrova a dover lottare per la propria vita; un perfido avvocato infatti, John Cabol, ha trovato in lei lo strumento ideale per realizzare i suoi loschi piani. I riferimenti a “Cime Tempestose” non mancano ovviamente, ma per il carattere di Logan, il fidanzato di Catherine, mi sono ispirata prevalentemente ad Erik, il protagonista de “Il Corvo”. Ovviamente anche Heathcliff, l’antieroe della Bronte ha la sua parte in Logan. Sebbene sia un romanzo ambientato ai giorni nostri, si respira un’aria ottocentesca, quasi da fiaba, dove si vive una visionaria ed irreale realtà. I temi portanti sono il bullismo, la violenza e l’emarginazione sociale. Mi sono accorta, leggendo il giornale, ascoltando tv e radio che il tasso di violenza e bullismo è aumentato esponenzialmente in questi ultimi anni, così ho voluto parlarne nel mio romanzo. Catherine stessa è vittima di un bullismo feroce da parte dei suoi compagni. Ella rappresenta infatti, il prototipo della “svantaggiata”, la rappresentazione vivente di ciò che loro non vogliono essere. I suoi compagni di classe hanno paura di lei, della sua infelicità, si sentono minacciati e così cercano di esorcizzare questa loro paura trattandola male, fino alla violenza finale che segnerà lo spartiacque tra la prima e la seconda parte del romanzo.
Cenere sulla Brughiera, di Francesca de Angelis

Cenere sulla Brughiera, di Francesca de Angelis. Potete acquistarlo a questo indirizzo

Cosa ne pensi dello stato della letteratura e dell’editoria in Italia?

  • Francesca de Angelis: E’ una domanda difficile e ha una risposta ancora più difficile. L’Italia è stata da sempre la patria di grandi artisti, letterari e non; Leopardi, Manzoni, Verga, Foscolo, Ungaretti, Montale, Carducci, Pirandello, è impossibile citarli tutti. Abbiamo sempre cercato di mantenere questo alto livello e ci siamo bene o male riusciti tutti. Il nostro purtroppo è un paese dove la maggior parte della gente non legge e questo penalizza noi scrittori e gli editori. E’ un problema serio, ma non essendo colpa di nessuno, sarà difficile trovare una soluzione. Secondo me, bisognerebbe abituare le persone alla lettura sin dalle scuole elementari e far leggere ai bimbi libri in cui vi sono personaggi in cui riescono ad identificarsi. Leggere di una persona che sembra avere i tuoi stessi problemi ti aiuta a sentirti meno solo e, in qualche occasione, anche a risolverli. Per quanto riguarda l’editoria sono stata fortunata. Ho trovato “Arduino Sacco Editore”, una casa editrice piccola ma seria, che ha pubblicato “Cenere sulla Brughiera” senza contributo e che mi ha sempre lasciato molta libertà di azione. Le sono molto, ma molto grata per questo.

Ultima domanda: spiega ai lettori perché dovrebbero leggere proprio te, in un mare di autori.

  • Francesca de Angelis: Non devono scegliere me; se hanno la voglia e il tempo da dedicare ad una storia con temi attuali, ma che sa anche di fiabesco e irreale, allora è Catherine che devono scegliere XD; se nel vostro cuore ci sarà un posticino per questa ragazzina inglese un po’ sgangherata, ma con una gran voglia di vivere e lottare, ve ne sarò eternamente grata.

Saluta i lettori di Immersività!

  • Francesca de Angelis: Arrivederci amici, grazie per aver letto questa intervista e mi raccomando, continuate a seguire Giuseppe, un ragazzo adorabile che ha deciso di mettere il suo blog a disposizione di noi autori emergenti per farci guadagnare un po’ di visibilità.

Il Palombaro

Il Palombaro = Giuseppe Chiodi. 1992. Napoli. Nel 2009 termino il mio primo romanzo e seguo il corso di narrativa di AgenziaDuca.it, che accende il mio interesse per l'argomento. In seguito, conseguo un certificato C2 di Cambridge English e lavoricchio come traduttore freelance (inglese - italiano). Ma ho poca fortuna. Continuo a scrivere.
Seguo, nel 2016, il corso "Lavorare in Editoria" dell'agenzia letteraria Herzog, e collaboro per alcuni mesi con la casa editrice Tullio Pironti di Napoli. Nel frattempo, scrivo un gran numero di racconti (buona parte inviati a concorsi letterari) e un nuovo romanzo, Cuore di Tufo, in uscita per Dark Zone edizioni.
Perché il Palombaro? Perché esplora nuovi mondi, come l'astronauta, e allo stesso modo indossa uno scafandro che ne annulla la personalità. Il Palombaro diventa un simbolo di mistero e di scoperta, ma nel nostro stesso mondo. L'immersione equivale alla totale immedesimazione nelle nostre azioni e all'esclusione di tutto il resto. E poi, adoro il mare!

*L'immagine dell'avatar appartiene a http://danstender.deviantart.com/ *