Una breve premessa, prima di parlare della Neue Deutsche Härte.

Negli anni ’70, in Germania, nasce la Neue Deutsche Welle (nuova onda tedesca). Caratteristica determinante del genere è il ritorno alla lingua tedesca, sottoutilizzata nella produzione musicale del periodo. Uno dei primi gruppi, e uno dei più famosi, sono senz’altro i DAF (Deutsche-Amerikanische-Freundschaft). La loro è una musica ballabile, fortemente influenzata dai Kraftwerk, e sarà fondamentale per la nascita dell’EBM (Electronc Body Music). Altro cantante di rilevanza internazionale è senz’altro l’austriaco Falco, con i suoi Der Kommissar e Rock Me Amadeus, che coniuga il pop col rock e la new wave. E Joachim Witt.
La NDW attinge a piene mani dal krautrock e fonde generi diversi, tra cui industrial e synthpop, con un comune denominatore punk rock e, per l’appunto, new wave.

Ma cosa c’entra tutto ciò con la Neue Deutsche Härte. Ebbene, la NDH (il cui acronimo è un gioco di parole che significa “nuova durezza tedesca”) nasce in seno alla NDW nei primi anni ’90. A differenza della Neue Deutsche Welle, però, la Neue Deutsche Härte non produce canzonette orecchiabili e testi ironici, atti a smorzare il clima di tensione tipico della Guerra Fredda. Il Muro di Berlino è crollato e i musicisti, come tanti, reclamano la loro identità.

La Neue Deutsche Härte, dunque, si spinge più lontano della Neue Deutsche Welle: il cantato è sì tedesco ma aggressivo, imperioso, drammatico; esempio è la popolare voce dei Rammstein, Till Lindemann, la cui tecnica canora (Sprechstimme, usata da vari cantanti tedeschi) trae origine da Richard Wagner e ricalca la dizione hitleriana.

L’estetica della Neue Deutsche Härte è virile, muscolare, ricca di simboli: spesso i gruppi utilizzano colori, abiti, loghi di stampo socialista, totalitario e finanche nazista, similmente ai Laibach. I testi trattano di superomismo, conflitto nell’identità tedesca, violenza, ma c’è anche una importante componente intimista di gusto romantico. La musica mischia l’industrial metal dei Ministry, l’industrial marziale dei Laibach, l’hardcore punk, la dark wave, l’EBM… fino a includere il pop e il rock alternativo.

Per capire la genesi di questa corrente bisogna guardare alla realtà musicale e politica della Germania post-1989. Molti esponenti della musica nazionale hanno potuto rialzare la testa dopo anni di “ostracismo” e, in generale, un’ondata di revanscismo ha investito l’intera produzione pop teutonica. C’era necessità di una rivalutazione della musica tedesca, di una «nuova identità pop tedesca», come ebbe a dire Dieter Gorny.
Heinz Rudolf Kunze, cantante rock, chiese, in un’intervista con lo «Spiegel», una quota nella radio dedicata solo ai cantanti locali (come su modello francese) e si rammaricò di come la musica tedesca fosse stata invasa dalla “spazzatura straniera” dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il vecchio rocker Achim Reichel affermò che «ora che le potenze vincitrici hanno ritirato le loro forze di occupazione» vi fosse la necessità di collaborare l’uno con l’altro per dare al paese una sua cultura contemporanea. E parlò di «uno sterminio senza precedenti della nostra musica nativa».

Dunque la Neue Deutsche Härte è caratterizzata da una ri-nazionalizzazione a tutto tondo della musica tedesca. Estetica, sonorità, testi. Ma, in termini pratici, di chi stiamo parlando?

Uno dei primi gruppi a usare le sonorità che diverranno tipiche del genere sono i Die Krupps. Nomen Omen: Krupp erano le rinomate acciaierie tedesche che resero grande e temuta la Germania nazista. I Die Krupps, tuttavia, sono sempre stati una band antifascista e spesso nei loro testi rivendicano questa appartenenza. Non a caso i Die Krupps cantano spesso in Inglese, ma il carattere conflittuale dell’identità tedesca si ripresenta di frequente e in varie salse.

I più famosi del genere sono senz’altro i Rammstein. La loro musica nasce come un industrial rock dalle forti tinte dark wave e vira, album dopo album, verso il rock alternativo sporco di industrial (parimenti alla loro popolarità). I testi subiscono un’evoluzione simile: pregni di romanticismo tedesco all’inizio, si fanno man mano meno impegnati, ma sempre curati e poetici. Delle brevissime storie simili alle favole, in molti casi, ma dalle tinte perverse.
Per quanto mi riguarda, l’album migliore (e di gran lunga) resta il capolavoro Sehnsucht (estremamente cupo e industrial/darkwave), seguito dal bellissimo Mutter (più rock e orecchiabile), Herzeleid, Reise Reise e poi il resto, che non vale granché.

Altro gruppo eccezionale, agli albori, erano gli Oomph!. Testi violenti e intimisti. Stupendi Defekt (hardcore e industrial), Unrein (più industrial), Wunschkind (un misto equilibrato). Sperm è il loro album più classicamente Neue Deutsche Härte (somiglia moltissimo ai Die Krupps di The Final Option). Da Plastik, e soprattutto GlaubeLiebeTod, gli Oomph! hanno cominciato a virare verso lidi gothic e alternativi. L’hardcore è scomparso, dell’industrial rimane qualcosa. Oggi si tratta di una band alternative/gothic rock e industrial.

Prima:

Mentre:

Infine:

Band storica, i Megaherz. Neue Deutsche Härte e industrial metal di ottimo livello, testi ispirati e potenti. La voce di Alexander Wesselsky (russo-tedesco, potete immaginare) è di grande impatto. Ma anche loro, purtroppo, hanno perso il talento. Tra i vari cambi di membri (oggi non rimane più nessuno dei fondatori) e l’abbandono di Wesselsky (passato agli Eisbrecher) i Megaherz sono, oggi, proprio un’altra band. Metal alternativo e pure decente, ma estremamente banale. Il sound hardcore e industrial è sparito. Herzwerk II rimane il loro capolavoro, a mio avviso.

Prima:

Dopo:

Unheilig, gruppo atipico nel genere: il suo è stato un NDH più gothic e pop sin da subito, ma molto, molto valido. Voce profonda, musica emozionante ed eclettica. Moderne Zeiten, in particolare, è un capolavoro che coniuga parecchi generi.
La loro caduta è stata delle peggiori: hanno perso tutto, non solo l’hardcore o l’industrial. Ora Der Graf è un cantautore pop rock. Non dico sia scadente; anzi, se apprezzate il genere probabilmente lo troverete di altissimo livello. Personalmente non riesco ad ascoltarlo. Per quanto riguarda i testi, quelli del primo periodo sono malinconici, romantici e sognanti. Adesso credo si siano fatti melensi.

Prima:

Dopo:

Eisbrecher, la band di Wesselsky. Bello il primo album. Con l’aumento di popolarità c’è stato un parallelo decremento di industrial, ma si difendono ancora bene. Oggi si attestano sull’alternative metal. Hanno tuttavia conservato il cantato in tedesco e un’ottima voce. Album da ascoltare: Eisbrecher.

Weissglut. Meno conosciuti ma spettacolari. Etwas Kommt in Deine Welt e, soprattutto, Zeichen sono ottimi album Neue Deutsche Härte. I testi sono tipicamente nietzscheani. Purtroppo, il gruppo cessò di vivere con Zeichen: Josef Maria Klumb fu cacciato perché “accusato di avere idee di estrema destra” (dalla wiki). Klumb formò, nel 1990, i Forthcoming Fire e, nel 1995, i Von Thronstahl.

Altri vecchi gruppi di nota: Stahlhammer (molto bravi e molto forti), Richtofen (pesantissimi), Schweisser (buon NDH + trash metal. Album: Eisenkopf).

Per quanto riguarda il presente ci sono pochi gruppi decenti (eccetto quelli storici) e, per lo più, fotocopie dei successi del passato. Tra questi abbiamo gli Stahlmann (derivativi), gli Ost+Front (uguali ai Rammstein), Heldmaschine, Hämatom (groove metal all’americana più che altro), B.O.S.C.H. (più metal che Neue Deutsche Härte, ma decenti).

Sì, la Neue Deutsche Härte è morta e con tutta probabilità non resusciterà. Se non altro abbiamo le vecchie band con cui consolarci!

E voi che ne pensate? Apprezzate il genere o non ne avete mai sentito parlare? Commentate!

Il Palombaro

Il Palombaro = Giuseppe Chiodi. 1992. Napoli. Nel 2009 termino il mio primo romanzo e seguo il corso di narrativa di AgenziaDuca.it, che accende il mio interesse per l'argomento. In seguito, conseguo un certificato C2 di Cambridge English e lavoricchio come traduttore freelance (inglese - italiano). Ma ho poca fortuna. Continuo a scrivere. Autopubblico su Amazon un altro romanzo nel 2014, seguito dalla seconda edizione nel 2015 e da un racconto lungo. Li ho rimossi, non hanno fruttato alcunché.
Seguo, nel 2016, il corso "Lavorare in Editoria" dell'agenzia letteraria Herzog, e collaboro per alcuni mesi con la casa editrice Tullio Pironti di Napoli. Nel frattempo, scrivo un gran numero di racconti (buona parte inviati a concorsi letterari) e un nuovo romanzo, il cui futuro è ancora incerto.
No, nonostante le nottate, il sudore e la passione, non ho mai vinto e non sono approdato da nessuna parte. Ma sono ancora in piedi.
Perché il Palombaro? Perché esplora nuovi mondi, come l'astronauta, e allo stesso modo indossa uno scafandro che ne annulla la personalità. Il Palombaro diventa un simbolo di mistero e di scoperta, ma nel nostro stesso mondo. L'immersione equivale alla totale immedesimazione nelle nostre azioni e all'esclusione di tutto il resto. E poi, adoro il mare!

*L'immagine dell'avatar appartiene a http://danstender.deviantart.com/ *